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LE INTERVISTE DI 

 


ANDREA CARLINI
L’ ATTORE

Andrea Carlini,Comico!. Ma, come dice di se stesso, a prima vista non si direbbe.
Nato a Genova, inizia a recitare all’età di 14 anni in diverse compagnie amatoriali della sua città. A 18 anni fonda la compagnia teatrale Buio in Scena nella quale ricopre i ruoli di presidente, attore, regista, trovarobe, siparista e spesso anche pubblico pagante. Dopo 10 anni passati sul palcoscenico teatrale, nel 2007 decide di fare il grande salto verso il cabaret entrando a far parte del Laboratorio Zelig di Genova. 

Dal 2011 ha partecipato sia in coppia che come singolo alle più importanti trasmissione comiche televisive, tra le quali Colorado, Zelig, Zelig Off, Copernico, Central Station. Dal 2015 è membro del gruppo Bruciabaracche che riunisce alcune eccellenze della comicità ligure per un live show che si tiene a Genova e che macina continui sold out. Lavora inoltre come autore per altri comici e su progetti dicomunicazione ed eventi  aziendali. 

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 Passionweb intervista Andrea Carlini - Intervista di Giorgio di Passionweb


 


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"ATTORE"

ANDREA CARLINI

" COMICO "

 

 

L'Intervista

a

ANDREA CARLINI

 

Siamo oggi qui con Andrea Carlini comico, ma, come dice lui, a a prima vista non si direbbe. Mi immagino che da bambino voleva fare l'astronauta o il pompiere.... Come si arriva a diventare  attore e per di più (peggio) un comico?

Io ci sono arrivato quasi per caso. Avevo da sempre la passione per il teatro. Ho iniziato con il gruppo teatrale del liceo poi recitavo e facevo il regista per diverse compagnie amatoriali ma non pensavo sarei finito a fare il comico. Poi ho trovato l’annuncio che Zelig cercava comici per il laboratorio di Genova. Io e Alessa dro Squillace abbiamo scritto uno sketch e ci siamo presentati al provino, lo abbiamo passato e da lì, passo dopo passo, posso dire di essere diventato un comico.

Ci racconti qualche aneddoto delle prime apparizioni teatrali  e della Compagnia Teatrale "Buio In Scena" o della "compagnia dialettale Gilberto Govi".

Ho tantissimi bei ricordi. Devo dire grazie a tutta l’esperienza fatta in quel periodo perché mi ha permesso di saper gestire anche situazioni difficili in cui fare spettacolo. Ricordo per esempio le tournée con il teatro dialettale in cui si recitava in piccole frazioni dell’entroterra dove le persone arrivavano a vedere lo spettacolo portandosi la sedia da casa. Una volta addirittura avevamo un albero al centro della scena che ci impediva di vedere con chi stavamo dialogando. Situazioni strane che sono un’ottima palestra per un cabarettista.

Qual'è la sensazione predominante quando sei sul palco?

Di grande calma e sicurezza. Sono piuttosto atipico, timido nella vita reale e sicuro di me stesso sul palco.

Quanto ha contato per te la esperienza di Zelig off e quelle di Colorado e gli altri show trasmessi su tutte le reti televisive

L’esperienza della tv è emozionante e serve soprattutto ad acquisire visibilità e quindi lavoro. Quando ho iniziato io la comicità in tv non era giù più il fenomeno macina ascolti e sponsor dei primi anni quindi diciamo che non mi ha cambiato la vita ma è stato qualcosa di appagante e che mi ha aiutato a farmi conoscere.

 

Quali sono i programmi per questo strano anno e per il futuro?

Domanda difficile. Speriamo innanzi tutto di poter tornare a teatro il più presto possibile! Noi artisti viviamo una sensazione di sospensione davvero strana. Io avrei debuttato con il mio nuovo spettacolo se non fosse arrivata l’emergenza. Spero di poterlo fare presto e di tornare anche sul palco insieme ai Bruciabaracche.

 

Cosa puoi consigliare per un ragazzo che si vuole lanciare in questa carriera?

Il mio consiglio è di intraprenderla solo se si è sorretti da una forte passione. Come in ogni carriera artistica i successi si alternano alle battute di arresto e per reggere questi prevedibili alti e bassi ci vuole prima di tutto tanta passione e amore per questo lavoro.


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