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LE INTERVISTE DI 


"IL SOPRANO"
NATALIZIA CARONE
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Esperta in Vocologia Artistica - Voice&Vocal Coach – Formatrice Dott.ssa in Psicologia Clinica – Esperta in Mediazione Artistica (Musicoterapia, Arteterapia)
Presidente Festival Opera de MariPresidente del Festival Opera de Mari, è laureata con lode in Psicologia Clinica, è operatrice di Training Autogeno e ha conseguito il titolo in Vocologia Artistica (Corso di Alta Formazione dell’Università di Bologna, 2018). Si è perfezionata nell’ambito di Voce&Comunicazione (dizione, public speaking, voce radiofonica, uso dei colori della voce) studiando con il doppiatore Ciro Imparato, lavorando come Formatrice per La Voce.net di Torino e l’Accademia Nazionale della Voce. Ha conseguito il titolo nell’ambito della Musicoterapia (Scuola Triennale F. Smaldone di Bari, 2003), della Mediazione Artistica (Università Pontificia Antonianum di Roma, 2013), della Psicologia della Voce e delle Emozioni (Università Cattolica di Milano, 2016) e prosegue gli studi in Comunicazione non Verbale (NeuroComScience). 

Ha intrapreso lo studio del Canto successivamente alla maturità, diplomandosi col massimo dei voti presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Ha frequentato numerosi Master e Corsi di Perfezionamento sulla Tecnica e sull’interpretazione come il biennio dell’Accademia Harmonica di Modena, il Corso di Alto Perfezionamento Lirico e Liederistico presso l’Internazionale Sommerakademie Universitat Mozarteum di Salzburg, il Master di I Livello in “Tecnica e interpretazione vocale operistica e liederistica” presso il Conservatorio di Foggia, il corso biennale di perfezionamento di tecnica e stile vocale presso l’Accademia “Paolo Grassi” di Martina Franca (Ta). Ha studiato con Alessandro Corbelli e con Sherman Lowe e si è perfezionata con diversi maestri tra cui Mirella Freni, Renato Bruson, Sonia Ganassi, Eva Mei, Tiziana Tramonti, Michele Pertusi, Luciana D’Intino, Tiziana Fabbricini, Luciana Serra, Paolo Barbacini, Roberto De Candia, Lorenzo Regazzo, Alfonso Antoniozzi, Marcello Lippi…perfezionandosi e/o lavorando con diversi direttori d’orchestra quali P. Arrivabeni, D. Renzetti, G. Rigon, S. Seghedoni, F. Rosa, E. Maschio, P. Mianiti, M. Benzi, C. Micheli, A. Salvagno, M. Angius … e registi tra cui si citano C. Mazzavillani Muti, R. Recchia, A. Pizzech, D. Livermore, R. Bonajuto, F. Crivelli, M. Lippi, F. Esposito, A. Cafiero, M. Iotti, M. Marafante …

Le interviste di Passionweb- Giorgio di Passionweb intervista Natalizia Carone


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Esperienze artistiche

Vincitrice di audizioni e concorsi, ha debuttato in vari ruoli cantando in diversi Teatri di Tradizione come il Teatro Sociale di Como, il Teatro Grande di Brescia, il Teatro Fraschini di Pavia e il Teatro del Giglio di Lucca, il Parco della Musica di Roma, il Teatro Olimpico di Vicenza, il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro Dar Al-Assad di Damasco – Siria, per il Circuito A.s.L.i.C.o., per il Ravenna Festival, per l’Accademia Santa Cecilia, per il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, per la Lirica in Piazza di Massa Marittima, per il Festival di Pasqua di Roma… Tra i ruoli debuttati si citano Giulietta (I Capuleti e i Montecchi, Bellini, direzione di P. Mianiti, Orchestra Lirica I Pomeriggi Musicali di Milano, regia di Cristina Mazzavillani Muti – Teatri Circuito AsLiCo), Liù della Turandot di G. Puccini (direzione di C. M. Micheli, regia di S. Piacenti e poi di G. Zamara), Violetta de La Traviata di G. Verdi (direttore M. Menicagli e regia di M. C. Osti; direzione di V. Paternoster e regia L. Travaglio), Berta del Barbiere di Siviglia di G. Rossini (direzione di G. B. Rigon, regia di R. Recchia, Ed. Critica di A. Zedda - Teatro Olimpico di Vicenza), Clara della Marcella di U. Giordano (direzione di M. Benzi, regia di A. Pizzech - Festival Valle d’Itria), Donn’Anna Ulloa de Il Convitato di Pietra di G. Tritto (direzione C. Ipata , regia R. Bonhajuto - Teatro Verdi di Pisa), Violante de La prova di un’opera seria di F. Gnecco (direzione di F. Santi, regia di F. Esposito - Teatro del Fuoco di Foggia), Maria de Il Salvo D’Acquisto di A. Fortunato (regia di M. Lippi, - Teatro Verdi di Pisa),  Musetta de La Bohème di G. Puccini (Direzione di A. Schirinzi e regia di L. Travaglio; regia di P. Borgognone – Festival Bandalarga), Donna Elvira del Don Giovanni di G. Gazzaniga (direzione di G. B. Rigon, regia di F. Esposito – Teatro Olimpico di Vicenza), Suzel de L’Amico Fritz di P. Mascagni (direzione di L. Quadrini, regia di M. Marafante e M. Monopoli – Piazza Duomo Cerignola), La Contessa de Le Nozze di Figaro di W. A. Mozart (direzione M° M. Cappellin, Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, regia E. Braynova), Suzel dell’Amico Fritz di P. Mascagni (progetto Regione Puglia patrocinato dalla Fondazione Matera 2019 - Cerignola settembre 2018) Anna del Nabucco di G. Verdi (direzione di C. M. Micheli, regia di G. Zamara – Lirica in Piazza Massa Marittima), Piramo di Piramo e Tisbe di Venanzio Rauzzini (direzione di L. Lugli, Teatro Marchetti), Despina di Così fan tutte di W. A. Mozart (Teatro Italia di Gallipoli, Lecce), Erinni ed Euristo dell’Orfeo ed Euridice di C.W. Gluck e J.C. Bach nella versione di Milano e del Teatro San Carlo di Napoli del 1774 (direzione di A. Salvagno, regia di A. Cafiero, Festival della Valle d’Itria)… Ha cantato anche presso il Teatro delle Fonti di Ripatransone, il Teatro D’Annunzio di Pescara, il Teatro Superga di Nichelino (TO), Teatro Civico di Vercelli, il Teatro delle Fonti di Ripatransone, il Teatro D’Annunzio di Pescara, il Teatro Italia di Gallipoli (Le), il Teatro Sociale di Pinerolo (To), l’Auditorium Mozart di Ivrea, il Teatro Selve di Vigone (To), il Teatro Marchetti di Camerino (Mc), il Teatro del Fuoco di Foggia e presso la Corte Laurenti di Scurano – PR, presso Palazzo Borzagni - Cremonesi di Reggio Emilia, la Sala Giovanni Paisiello di Lucera (Fg) e Specchia Sant’Oronzo (ad opera di Epos Teatro, Polignano a Mare) e ancora per il Festival Amedeo Bassi (Fi), Open Opera (Li), per Wiesbaden Musikakademie/Wiesbadener Musik & Kunstschule per l’esecuzione dell’Oratorio Mors et Vita di Gounod. Degna di menzione la partecipazione ad eventi come il Concerto organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto di Cultura di Damasco in collaborazione con il Ravenna Festival, il Concerto Galà Lirico presso la Wineer Saal del Mozarteum (Salisburgo), l’esecuzione per l’Accademia Nazionale Santa Cecilia di un brano di musica contemporanea presso la Sala Santa Cecilia del Parco della Musica, i Concerti Shakespeare e l’opera per il 35° Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, la Conferenza-Concerto “Donne all’Opera!” (Festival della Valle d’Itria e Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca), il Concerto Lirico con il baritono A. Corbelli per il “IX ed Festival Internaz. Musicale del Gargano” (Ischitella - Fg), l’esecuzione in prima assoluta della Messa Figurata per Contralto e Soprano in Do (tratta da un codice di Acerenza del 1728), oltre a concerti per vari Festival pugliesi (Festival Note di Notte, Festival Opera de Mari, Festival del Belcanto…) e momenti musicali presso il Salone degli Specchi del Teatro Petruzzelli. Ha cantato come solista presso il Duomo di Pisa nella Missa Cellensis in honorem B.V.M. di F. J. Haydn per il Giubileo dei 900 anni dalla dedicazione della Cattedrale di Pisa e il 19° Concerto Annuale nel Giugno Pisano e per la Sagra Musicale Lucchese (giugno 2018). Recentemente ha cantato per la Va ed. di Art&Science presso il Teatro Petruzzelli con l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari con cui si è esibita, sempre come solista, in numerosi Concerti di Musiche da Oscar a partire dalla Basilica di San Nicola (Bari, giugno 2019),  per il Festival Estivo di Lodz a Margowo in Polonia, nel ruolo di  Giulietta ne I Capuleti e i Montecchi di Bellini per il Festival Opera de Mari, con l’Orchestra ICO della Magna Grecia in un concerto per la Terra Santa presso il Teatro Mercadante di Altamura con la partecipazione anche del pianista Benedetto Lupo ed è risultata vincitrice di concorsi per i ruoli di Violetta de La Traviata di Verdi e Lilian della Reginetta delle Rose di Leoncavallo.

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"IL SOPRANO"

NATALIZIA CARONE

CANTANTE

L'Intervista

a

NATALIZIA CARONE

Abbiamo qui con noi la Soprano Natalizia Carone, Noi di Passionweb ci occupiamo principalmente delle grandi Passioni. Se si volta indietro qual è stata la “Molla” che le ha fatto intraprendere il percorso della Lirica e le persone che l’hanno aiutata a diventare una interprete della Lirica?
Una domanda che richiede un piacevole salto nel passato luminoso!
Prima di rispondere voglio ringraziare Passionweb e Lei, Giorgio, per l’opportunità di viaggiare attraverso questa intervista tra i ricordi e i progetti di tale passione, lavoro, forza vitale.“Passato luminoso”, dicevo, perché quando mi sono affacciata a quel futuro prossimo ero proiettata a vivere quanto più possibile quel che sentivo di aver in qualche modo “ritrovato”!
Mi spiego. Mi sono affacciata un po’ tardi al mondo del canto lirico come studio, anche se ho sempre cantato, sin da bambina! Chi è quarantenne come me forse condivide l’esperienza fatta da bambini e/o adolescenti nel coro parrocchiale. Penso sia stata la mia culla musicale insieme all’estro artistico di mio nonno materno, che suonava il mandolino e recitava per passione. In casa non mancavano dischi in vinile e musicassette d’opera. Ricordo quelle de La Bohème! Ricordo anche una trasmissione in tarda serata alla Rai sulle opere: mi sembravano un po’ buffi quegli artisti vestiti quasi a maschera (…pensavo così da piccola) eppure…ricordo bene che andando a dormire m’immaginavo su quegli stessi palchi, a fare le stesse “smorfie” e non mi chiedevo perché provassi anch’io a farle, mi identificavo e basta! Ricordo anche che giocavo a imitare la voce del grande Pavarotti e registravo di continuo la mia voce, cantata e parlata, divertendomi a riascoltarmi. Per questo penso di essere, in fondo, io stessa la “molla” azionata sicuramente da varie contingenze. E sempre per questo ritengo di aver “ritrovato” qualcosa di me iniziando a dedicarmi al Canto. Diverse sono state le persone che hanno aiutato lo schiudersi di questo percorso. La prima persona ad aver creato l’occasione di questa scoperta in me è stata la mia docente di educazione musicale alle scuole medie, divenuta poi anche la mia prima insegnante di canto, il mezzosoprano Giulia Calfapietro: m’invitò a far parte di un coro polifonico cittadino (amatoriale) da lei curato, il Coro don Cesare Franco. Iniziarono così i concerti con il coro ma avevo ormai venti anni quando iniziai a studiare seriamente il canto lirico; grandicella, direi! Eppure appena tre anni dopo mi diplomavo, sotto la guida del tenore Donato Tota, al Conservatorio N. Piccinni di Bari: lo stesso che 3 anni prima aveva dichiarato una “non idoneità” al mio esame di ammissione, mi promuoveva con il massimo dei voti, dopo uno studio davvero intenso da privatista e solo due anni di frequenza come interna. La scelta di lasciare l’Università, Giurisprudenza, appena terminato il Conservatorio, e anche di non lavorare più nella scuola (a soli venti anni ero già nella scuola come supplente) per immergermi nello studio del canto e di tutto il mondo che ruota attorno ad esso per recuperare quel tempo, non perso ma involontariamente mancato, non fu inizialmente ben accolta dai miei genitori. Ma il graffio di quel disaccordo, in fondo, fu provvidenziale e non fece altro che alimentare il mio desiderio e illuminare le mie scelte rendendole più certe e consapevoli: oggi i miei genitori sono sempre in prima fila e devo a loro la forte presa che sento di avere sempre e comunque nei confronti del canto, nonostante le difficoltà, le rinunce e le stranezze di questo ambiente, sempre più incoerente e talvolta ingiusto. Che il mio amato meridione mi perdoni se, in tal senso, lo ringrazio per le sue mancanze ma è anche merito di queste se non ho rinunciato a “cantare davvero”, perché mancando vere e proprie chance al sud per integrare quella formazione (che non è assolutamente mai completa quando si terminano gli studi in Conservatorio) sono stata costretta a fare le mie valigie e partire in giro per l’Italia e a volte anche l’estero. Era l’unico modo per sentire di rimettermi davvero al passo e prepararmi a diventare una vera professionista ed è stato anche ciò che mi ha permesso di creare e vivere le mie occasioni più belle!
Certo non sapevo, allora, che quel tempo che rincorrevo, e che sentivo di aver perso, fosse lo stesso che mi occorreva per permettere alla mia voce di maturare e di “essere”. Erano quelli ancora i tempi dei libri da leggere, dei cd da acquistare e di un uso di internet ancora limitato. Eppure ho avuto la benedizione di incontrare chi ha creduto in me creandomi l’opportunità di vivere quello che mi ha permesso di comprendere la cosa più importante, ciò che desideravo realmente: vivere di musica e di tutti i possibili satelliti attorno ad essa.
Ed è quello che ho fatto perché, negli anni, la passione per quella che io chiamo “dimensione voce”, per il canto e per la musica ha in realtà creato relazioni di interdipendenza con altre mie forti passioni come la Musicoterapia, la Psicologia, nello specifico la Psicologia della Voce e delle Emozioni, e tutta una serie di collegamenti che sono diventati miei percorsi di studio e formazione in parallelo al canto, divenendo una sfera del mio lavoro accanto a quella di cantante lirica professionista, a cui non sono disposta a rinunciare per nulla al mondo.

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Di tutti i ruoli che finora ha interpretato nella sua carriera, qual è quello che non può dimenticare?
Il ruolo che non posso dimenticare è di sicuro quello del mio debutto (o per meglio dire che considero tale), Giulietta de I Capuleti e i Montecchi di Bellini, nel lontano 2005 al Teatro Sociale di Como, perché attorno ad esso ruotano non solo ricordi bellissimi ma anche una serie di stranissime coincidenze e prese di coscienza positive circa la mia Voce, fondamentali anche per il mio futuro. Non sono molte le volte in cui la vita mi ha felicemente sorpreso e quella di essere selezionata per la produzione dell’AsLiCo è stata una di queste. Fui selezionata dalla Sig.ra Cristina Mazzavillani Muti, la moglie dell’insigne M° Muti, che avrebbe curato la regia, tra non so quante Giuliette perché fui costretta a superare ben tre diverse audizioni, al di fuori del famoso concorso AsLiCo. Facile immaginare quanti soprani si presentarono a ogni audizione. Non so cosa la signora Muti cercasse ma la sua dolcezza nei miei confronti e le bellissime parole rivolte alla mia voce sono ancora impresse in me ed essere scelta per quel ruolo, che qualche mese fa ho avuto modo di ricantare, rappresentò per me non solo l’occasione per realizzare un vero e proprio sogno, non essendo un debutto di poco conto, ma anche un motivo di orgoglio per me stessa. Ero fiera di poter sentire ripagati tutti i miei sforzi e di rendere orgogliosi i miei genitori, colui che sarebbe diventato mio marito e i miei maestri.

 Dai primi spettacoli fino ai diversi Teatri di cui ha calcato le scene e ad altro a cui si è dedicata. Oggi si sente realizzata?
Sinceramente, per dare una risposta davvero oggettiva a questa domanda credo dovrei rispondere all’incirca tra un’abbondante ventina di anni, poiché immagino di avere ancora molto da poter e voler dare e vivere in questa mia dimensione artistica e lavorativa, ma se proprio devo anticipare la risposta a questo momento la rimodulo in termini di soddisfazione e posso dirmi soddisfatta. Sì, soddisfatta perché come artista ho sempre guadagnato tutto quello che ho fatto e che continuo a fare solo ed esclusivamente grazie alle mie forze, alle mie scelte e alla mia determinazione, riuscendo a realizzare molti dei miei desideri in una vita artistica che mi somiglia molto! Già, perché avendo una personalità molto forte, che mal si addice a chi diventa schiavo di se stesso per inseguire un lavoro che rischia anche di farti perdere un po’ d’identità, oggi posso dire, mi si conceda un gioco di parole, che mi sento realizzata per aver realizzato finora molto di quello che ho sempre desiderato per me stessa. Ho sposato un pianista, compositore e direttore d’orchestra e questo ha inevitabilmente arricchito la mia formazione musicale e artistica, oltre che umana, e insieme da oltre dieci anni gestiamo l’Associazione MUSInCanto, una realtà Musicale Socio-Artistico Culturale. Sono anche Presidente di un festival, il Festival Opera de Mari, e queste due realtà testano la mia professionalità, la mia tempra e le mie competenze anche sotto altri aspetti, diventando banco di prova e rivelatrici di tante dinamiche di questo mondo... Ho scelto di creare la mia Realtà al sud, che tanto amo e che riverbera non solo di ricchezze umane quasi annientate altrove, ma anche di tantissime risorse poco esplorate e in fieri. Con il mio Team cerco di creare quelle possibilità che durante la mia formazione qui in Puglia non ho avuto modo di trovare. Del resto amo viaggiare quindi non è male avere sempre la valigia pronta per partire per produzioni e concerti.
Certo, col senno di poi, posso dire che alcune delle scelte fatte forse hanno condizionato degli aspetti in termini diversi da quanto immaginato e non nego che avevo e ho tuttora altri desideri in merito alla mia professione ma è anche vero che ho visto spesso colleghi svendersi, snaturarsi, mentire o scendere a compromessi pur di cantare e questo non l’ho mai contemplato. Al peggio sembrerebbe non esserci mai fine ma io ho sempre preferito restare autentica, seguire senza tradire me stessa. Ho imparato a incassare i no ma anche a saperli dire. Ognuno di noi forgia se stesso attraverso le scelte che fa.

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Quanti talenti sono cresciuti grazie alle sue lezioni e alle sue cure artistiche e che soddisfazione personale ne ha tratto?
Essere insegnante di canto credo rientri in una dimensione parallela e al contempo profondamente intima dell’essere artista. Premetto che ritengo il compito dell’insegnare un insieme di capacità multiple in cui reputo fondamentale anche l’esperienza di artista attivo. Personalmente, anche per scelta, dopo il conservatorio, a parte accademie, numerosi corsi di perfezionamento con vari docenti anche di chiara fama, etc… non ho avuto moltissimi insegnanti di canto e tra tutti devo dire grazie soprattutto al grande baritono Alessandro Corbelli e a Sherman Lowe, con i quali ho vissuto aspetti peculiari e rari dell’essere insegnanti di canto. Mi sono approcciata a mia volta all’insegnamento con la stessa grandissima umiltà e preparazione che avevo a mia volta visto in loro, e anche in pochi altri. Certamente questo non basta. Sei lì a prenderti cura non solo di una voce ma di un mondo intero che contiene tanti microcosmi che vanno dall’identità della persona alla sua personalità, ai suoi vissuti emotivi, alle sue esperienze, alla sua sensibilità per finire alla quotidianità e alla sua crescita.

Non è affatto facile! Occorre responsabilità e un grande senso di rispetto oltre che fiducia, consapevolezza e competenza. Anche in questo caso, ho studiato per cercare di rendermi il più possibile una facilitatrice dell’ ex-ducere e di quel che sono le mie conoscenze ed esperienze. E questo per la lirica come anche per il canto leggero da cui, in qualche modo, provenivo. Uno studio che in realtà non finisce mai… Solo meno di due anni fa ho studiato nuovamente a Ravenna per conseguire il titolo di Vocologia Artistica dell’Università di Bologna con il Dott. Franco Fussi.
Dire che quasi tutti gli allievi che ho avuto e che ho mi abbiano reso fiera forse potrebbe essere poco credibile ma sono felice di dire che tra chi ha intrapreso o proseguito con me gli studi con un certo successo c’è anche chi è partito da zero disprezzando la lirica per poi sceglierla, entrare in conservatorio, diplomarsi e cantare. Oppure chi ha iniziato altrove un percorso, per abbandonarlo e dopo anni incontrarci e ritrovare insieme una nuova dimensione espressiva. Ma sono fiera soprattutto di chi partiva più svantaggiato e ha, ad esempio, iniziato a studiare privo della stessa capacità di intonare e per questo abbandonato all’idea di dover rinunciare e “cambiare passione”, ma che dopo tempo, fatica, tenacia e fiducia è riuscito a cantare addirittura in pubblico e anche bene! E soddisfatta soprattutto per chi mi ha chiesto, quasi impaurito, di poter iniziare a studiare il canto dopo che gli era stato negato…e aver scoperto con gioia l’inimmaginabile o ancora per chi ha iniziato dopo tanti anni di reclusione in carcere, cercando la possibilità di rinascere. Ecco, io sono fiera di ognuno di loro. Non a caso considero e definisco da sempre i miei allievi “pezzi del mio cuore”.

 Se dovesse incontrare un cantante che vuole incominciare oggi che consigli sente di dare?
Il mondo della Lirica è sempre più esigente. Oggi il livello di competizione è particolarmente alto e le difficoltà per ricavarsi un posto e soprattutto per mantenerlo all’interno del mondo del lavoro sono estremamente più elevate di qualche tempo fa. Occorre molta consapevolezza e grande preparazione non solo per svolgere con professionalità il mestiere di artista lirico ma anche per fare scelte oculate e per discernere al meglio i percorsi da seguire. In sintesi suggerisco di studiare senza riserva e senza sconti. Di essere onesti con se stessi in questa scelta, di non mollare alla prima difficoltà ma anche di chiedersi davvero sin da subito a quanto si è disposti a rinunciare perché la vera carriera di un cantante lirico professionista lo richiede e, diciamolo, non tutti siamo disposti a sacrifici e rinunce. Del resto non è neanche detto che a suon di rinunce e sacrifici la vita risponda con analoghi risultati per tutti! Pertanto determinazione e tenacia ma anche fiducia in se stessi, senza dimenticare l’importanza di affidarsi in modo intelligente e sapientemente critico a chi si prenderà cura della formazione e sviluppo, iniziale e successivo, della voce. Il resto spetta, oltre che alle scelte, anche a un pizzico di fortuna, ai treni che passeranno e alla capacità di farsi trovare pronti e disposti a salire su “quel possibile” treno giusto!
Buona Voce e buon Canto a tutti!
Grazie delle emozioni che ci ha trasmesso in questa intervista
Grazie a voi di Passionweb

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